Passeggiata "diladdarno"

Finora abbiamo conosciuto la città che si è sviluppata fin dall’epoca romana sulla riva destra del fiume Arno. A partire dal XIII secolo, la città si è espansa anche sulla riva sinistra, che i fiorentini chiamano “diladdarno” oppure “Oltrarno” (dall’altra parte dell’Arno). Questa zona ha subìto gravi danneggiamenti durante la seconda guerra mondiale soprattutto nelle vicinanze dei ponti ma nonostante ciò ha mantenuto quel carattere popolare tipico dello spirito fiorentino. È in questa zona che ancora oggi si trovano – sempre più raramente purtroppo – le botteghe artigiane: corniciai, doratori, mosaicisti, scalpellini, calzolai, vetrai, gioiellieri, argentieri. In questa parte della città si sono conservate le più belle case-torri medievali adesso trasformate in lussuosi appartamenti o alberghi ma che esteriormente hanno mantenuto la severità e l’imponenza del passato. Ed è in questa zona a sud della città che alla metà del XIII secolo si stabilirono gli agostiniani e realizzarono la Chiesa di Santo Spirito, totalmente ricostruita su progetto di Brunelleschi alla metà del Quattrocento e dove sono conservate della bellissime pale d’altare di pittori conosciuti e meno conosciuti ma dimostrazione della grande operosità delle botteghe artigiane del Quattrocento. Nella sagrestia della chiesa è conservato un capolavoro quasi sconosciuto del giovane Michelangelo, un Crocifisso ligneo che Michelangelo sembra abbia donato ai frati per ringraziarli dell’ospitalità ricevuta e della possibilità datagli di studiare l’anatomia dei cadaveri.

Dopo la visita alla chiesa la nostra passeggiata prosegue per via Maggio, un’importante arteria cittadina già nel Medioevo (“maggio” viene da “maior”, maggiore) sulla quale si affacciano lussuosi palazzi, appartenuti alle famiglie più in vista della città, che facevano a gara per avere un balcone sulla strada da dove passava il corteo granducale. Tra questi palazzi, particolarmente elegante è il Palazzo di Bianca Cappello, con graffiti sulla facciata, appartenuto all’amante e poi moglie del Granduca Francesco I. Una storia d’amore che si mischia a diplomazia, gelosie e una fine degna di un giallo di Agatha Christie!

Eleonora da Toledo, moglie del duca Cosimo I, abituata ai fasti della corte di Napoli, comprò Palazzo Pitti e volle che, come prima cosa, si costruisse sul retro un bellissimo giardino, il giardino di Boboli. Palazzo Pitti è stata la residenza dei Granduchi di Toscana fino all’ultimo esponente della famiglia Medici, Gian Gastone, che morì senza eredi in questo palazzo nel 1737. Giunsero in Toscana gli Asburgo-Lorena e governarono lo stato fino alla sua annessione al Regno d’Italia. Palazzo Pitti fu così residenza anche dei Viennesi e del Re d’Italia quando la capitale del Regno fu spostata da Torino a Firenze (1865-1871). Oggi all’interno del Palazzo si trovano vari musei tra i quali la Galleria Palatina, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo degli Argenti e il bellissimo Giardino di Boboli. Una tappa imprescindibile della vostra visita!